L’incidente di via Grotta Azzurra
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L’incidente di via Grotta Azzurra

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Tra intrighi familiari, pericolose eredità e torbidi affari, il secondo giallo di Luca Ventura è una storia appassionante che porterà a scoprire i retroscena della produzione di uno dei liquori più famosi del mondo, il Limoncello.

È la notte del quattro novembre quando il detective Enrico Rizzi, rientrando a casa sotto una pioggia scrosciante, assiste a un incidente fatale. Un'Ape perde il controllo e finisce giù per una scarpata di via Grotta Azzurra. Tra le lamiere contorte il poliziotto fa in tempo a riconoscere la vittima, Elisa Constantini e a sentire le sue ultime parole: «Non è stato un incidente». Poi, sfiorata dalle prime luci dell'alba, la donna muore.

Uno shock per Capri e per la sua piccola comunità, chiusa e profondamente legata alle tradizioni, che in quei giorni si appresta a raccogliere i limoni. La famiglia della vittima è tra i produttori più importanti del prezioso agrume, ma Elisa aveva da tempo preso le distanze dall'attività e viveva a Benevento. Che ci faceva lì quella notte? E, soprattutto, perché era alla guida di un veicolo non intestato a lei?

In un'isola dove tutti si conoscono, non è facile evitare che i pettegolezzi si frappongano alle indagini ufficiali, e che la conoscenza delle persone coinvolte influenzi la propria obiettività, ma grazie alla determinazione della collega Antonia Cirillo, per Rizzi è quasi impossibile sgarrare.

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Tra intrighi familiari, pericolose eredità e torbidi affari, il secondo giallo di Luca Ventura è una storia appassionante che porterà a scoprire i retroscena della produzione di uno dei liquori più famosi del mondo, il Limoncello.

È la notte del quattro novembre quando il detective Enrico Rizzi, rientrando a casa sotto una pioggia scrosciante, assiste a un incidente fatale. Un'Ape perde il controllo e finisce giù per una scarpata di via Grotta Azzurra. Tra le lamiere contorte il poliziotto fa in tempo a riconoscere la vittima, Elisa Constantini e a sentire le sue ultime parole: «Non è stato un incidente». Poi, sfiorata dalle prime luci dell'alba, la donna muore.

Uno shock per Capri e per la sua piccola comunità, chiusa e profondamente legata alle tradizioni, che in quei giorni si appresta a raccogliere i limoni. La famiglia della vittima è tra i produttori più importanti del prezioso agrume, ma Elisa aveva da tempo preso le distanze dall'attività e viveva a Benevento. Che ci faceva lì quella notte? E, soprattutto, perché era alla guida di un veicolo non intestato a lei?

In un'isola dove tutti si conoscono, non è facile evitare che i pettegolezzi si frappongano alle indagini ufficiali, e che la conoscenza delle persone coinvolte influenzi la propria obiettività, ma grazie alla determinazione della collega Antonia Cirillo, per Rizzi è quasi impossibile sgarrare.

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Tra intrighi familiari, pericolose eredità e torbidi affari, il secondo giallo di Luca Ventura è una storia appassionante che porterà a scoprire i retroscena della produzione di uno dei liquori più famosi del mondo, il Limoncello.

È la notte del quattro novembre quando il detective Enrico Rizzi, rientrando a casa sotto una pioggia scrosciante, assiste a un incidente fatale. Un'Ape perde il controllo e finisce giù per una scarpata di via Grotta Azzurra. Tra le lamiere contorte il poliziotto fa in tempo a riconoscere la vittima, Elisa Constantini e a sentire le sue ultime parole: «Non è stato un incidente». Poi, sfiorata dalle prime luci dell'alba, la donna muore.

Uno shock per Capri e per la sua piccola comunità, chiusa e profondamente legata alle tradizioni, che in quei giorni si appresta a raccogliere i limoni. La famiglia della vittima è tra i produttori più importanti del prezioso agrume, ma Elisa aveva da tempo preso le distanze dall'attività e viveva a Benevento. Che ci faceva lì quella notte? E, soprattutto, perché era alla guida di un veicolo non intestato a lei?

In un'isola dove tutti si conoscono, non è facile evitare che i pettegolezzi si frappongano alle indagini ufficiali, e che la conoscenza delle persone coinvolte influenzi la propria obiettività, ma grazie alla determinazione della collega Antonia Cirillo, per Rizzi è quasi impossibile sgarrare.

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