Cosenza nel '900. Storie e personaggi
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Cosenza nel '900. Storie e personaggi

Cosenza nel '900. Storie e personaggi

Ricordo come un sogno le case di viale del Re diventato della Repubblica, piazza Fera che cambia arbitrariamente il suo nome in Bilotti, i giardini alberati della Villa nuova, i leoni del serraglio della Villa Vecchia governati da Ciccio Fred Scotti, la fontana dei leoni, Cosenza glaciale di gennaio sotto le montagne innevate della Sila e arsa dall’afa con le strade vuote a Ferragosto, le insegne luminose della Standa e di Bertucci, il primo gelato da Zorro nocciola e torrone, le domeniche erranti sovrastate dalle radiocronache di Giuseppe Milicchio e Federico Bria, una violinista veneziana che cerca alloggio per l’inaugurazione del Rendano con tutti gli alberghi pieni, tutta la mia giovinezza passata nei cinema di Cosenza e Rende e il tetto del Citrigno che si apre in cielo a far vedere le stelle che ancora non sapevo riconoscere e quell’applauso dal pubblico al cinema Astra quando Volontè-Vanzetti prima di sedersi sulla sedia elettrica dice: “Viva l’Anarchia”. In quante altre città d’Italia si sarà levato quell’applauso?...
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Ricordo come un sogno le case di viale del Re diventato della Repubblica, piazza Fera che cambia arbitrariamente il suo nome in Bilotti, i giardini alberati della Villa nuova, i leoni del serraglio della Villa Vecchia governati da Ciccio Fred Scotti, la fontana dei leoni, Cosenza glaciale di gennaio sotto le montagne innevate della Sila e arsa dall’afa con le strade vuote a Ferragosto, le insegne luminose della Standa e di Bertucci, il primo gelato da Zorro nocciola e torrone, le domeniche erranti sovrastate dalle radiocronache di Giuseppe Milicchio e Federico Bria, una violinista veneziana che cerca alloggio per l’inaugurazione del Rendano con tutti gli alberghi pieni, tutta la mia giovinezza passata nei cinema di Cosenza e Rende e il tetto del Citrigno che si apre in cielo a far vedere le stelle che ancora non sapevo riconoscere e quell’applauso dal pubblico al cinema Astra quando Volontè-Vanzetti prima di sedersi sulla sedia elettrica dice: “Viva l’Anarchia”. In quante altre città d’Italia si sarà levato quell’applauso?...

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Ricordo come un sogno le case di viale del Re diventato della Repubblica, piazza Fera che cambia arbitrariamente il suo nome in Bilotti, i giardini alberati della Villa nuova, i leoni del serraglio della Villa Vecchia governati da Ciccio Fred Scotti, la fontana dei leoni, Cosenza glaciale di gennaio sotto le montagne innevate della Sila e arsa dall’afa con le strade vuote a Ferragosto, le insegne luminose della Standa e di Bertucci, il primo gelato da Zorro nocciola e torrone, le domeniche erranti sovrastate dalle radiocronache di Giuseppe Milicchio e Federico Bria, una violinista veneziana che cerca alloggio per l’inaugurazione del Rendano con tutti gli alberghi pieni, tutta la mia giovinezza passata nei cinema di Cosenza e Rende e il tetto del Citrigno che si apre in cielo a far vedere le stelle che ancora non sapevo riconoscere e quell’applauso dal pubblico al cinema Astra quando Volontè-Vanzetti prima di sedersi sulla sedia elettrica dice: “Viva l’Anarchia”. In quante altre città d’Italia si sarà levato quell’applauso?...
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