Ageismo. Il pregiudizio invisibile che discrimina gli anziani
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Ageismo. Il pregiudizio invisibile che discrimina gli anziani

Ageismo. Il pregiudizio invisibile che discrimina gli anziani

«L'ageismo è un meccanismo di difesa di fronte a un futuro che sembra oscuro; chi lo pratica mostra una cultura fragile, perché dimentica che nella società complessa non basta aggredirne una porzione per risolvere problemi che la riguardano tutta». L'ageismo appartiene a quella categoria di limitazioni della protezione sociale e affettiva sempre più diffusa nelle società occidentali. Si riducono i diritti dell'anziano e, di conseguenza, gli interventi a suo favore, come si limitano quelli di particolari gruppi con ridotte capacità economiche o di specifici gruppi etnici. Alcuni cittadini entrano nel mondo degli svantaggiati, dal quale solo faticosamente riescono a uscire, perché si instaura un circolo vizioso dove ignoranza procura ignoranza, povertà aumenta povertà, solitudine aumenta solitudine. L'età avanzata produce così un'emarginazione che tende a riprodursi. Interrompere questi percorsi di dolore e di fatica è possibile solo ipotizzando iniziative che, partendo da un reale progresso culturale e sociale, rivalorizzino il ruolo dell'anziano nella nostra società.
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«L'ageismo è un meccanismo di difesa di fronte a un futuro che sembra oscuro; chi lo pratica mostra una cultura fragile, perché dimentica che nella società complessa non basta aggredirne una porzione per risolvere problemi che la riguardano tutta». L'ageismo appartiene a quella categoria di limitazioni della protezione sociale e affettiva sempre più diffusa nelle società occidentali. Si riducono i diritti dell'anziano e, di conseguenza, gli interventi a suo favore, come si limitano quelli di particolari gruppi con ridotte capacità economiche o di specifici gruppi etnici. Alcuni cittadini entrano nel mondo degli svantaggiati, dal quale solo faticosamente riescono a uscire, perché si instaura un circolo vizioso dove ignoranza procura ignoranza, povertà aumenta povertà, solitudine aumenta solitudine. L'età avanzata produce così un'emarginazione che tende a riprodursi. Interrompere questi percorsi di dolore e di fatica è possibile solo ipotizzando iniziative che, partendo da un reale progresso culturale e sociale, rivalorizzino il ruolo dell'anziano nella nostra società.

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«L'ageismo è un meccanismo di difesa di fronte a un futuro che sembra oscuro; chi lo pratica mostra una cultura fragile, perché dimentica che nella società complessa non basta aggredirne una porzione per risolvere problemi che la riguardano tutta». L'ageismo appartiene a quella categoria di limitazioni della protezione sociale e affettiva sempre più diffusa nelle società occidentali. Si riducono i diritti dell'anziano e, di conseguenza, gli interventi a suo favore, come si limitano quelli di particolari gruppi con ridotte capacità economiche o di specifici gruppi etnici. Alcuni cittadini entrano nel mondo degli svantaggiati, dal quale solo faticosamente riescono a uscire, perché si instaura un circolo vizioso dove ignoranza procura ignoranza, povertà aumenta povertà, solitudine aumenta solitudine. L'età avanzata produce così un'emarginazione che tende a riprodursi. Interrompere questi percorsi di dolore e di fatica è possibile solo ipotizzando iniziative che, partendo da un reale progresso culturale e sociale, rivalorizzino il ruolo dell'anziano nella nostra società.
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